Per quanto riguarda le strategie di selezione dei pastori, le sorprese sono state notevoli; difatti, a differenza di quanto siamo abituati a pensare i criteri appaiono poco scientifici (od almeno lontani dai parametri che siamo abituati a considerare). Dicendola con le parole di Davide Gigli, pastore di Gazzano di Villa Minozzo (RE), "se debbo andar dietro a delle pecore, che almeno mi piacciano!" Cosi' a seconda delle zone erano di moda....(anche se cominciamo a maturare il sospetto che le abitudini dei pastori non siano cosi' peregrine come ci appaiono, ma abbiano solidissimi fondamenti empirici) le pecore bianche piuttosto che le bige (nome generico che indicava la Massese, e per molti pastori del versante emiliano anche la Garfagnina), la cornella (bianca) piuttosto che la Zucca (nome generico che indicava le pecore a corni generalmente bianche) nelle Cornelle magari distinguevano le Fiumalbine con gli occhioni: macchie attorno agli occhi generalmente nere, quelle Moschettate, con piccole macchie nere o rosse sulla testa, le Reggiane (spero l'ortografie in Fiumalbino sia corretta con una erre sola, perdonatemi se non e' cosi'), e quelle di case Bicci, vero vanto del pastore Fiumalbino con corna a volute che si sviluppavano su due piani e verso il basso, che negli arieti raggiungevano il metro e mezzo di apertura, tanto che all'abbeverata venivano immerse per buona parte nnell'acqua. Insomma come efficacemente sintetizzato da Renzo Nizzi, pastore in Fiumalbo: "Vuoi mettere l'orgoglio del pastore quando passava in paese con gli arieti con quelle corna........." la selezione rispondeva (anche oggi funziona cosi') a canoni estetici incomprensibili ai piu', che probabilmente hanno origini antichissime. Tuttavia siamo portati a pensare che abbiano anche una rispondenza funzionale che ad una prima osservazione a noi ignoranti puo' sfuggire, ma che fa si' che il pastore si crei un gregge perfettamente in simbiosi con uomo, cane ed ambiente, in grado di fornire tutti gli elementi necessari alla sussistenza.

Promemoria sulla Cornella Bianca
Stato del progetto: in provincia di Reggio Emilia rilevati 3 allevamenti in purezza, ed almeno un paio con parte degli animali rappresentati da cornelle bianche, presumibilmente altri 4-5 nuclei potranno essere rilevati nel corso delle profilassi. Nelle provincie orientali dell'Emilia sono stati rilevati altri 7 greggi e sono in corso ricerche tramite i servizi veterinari di quelle province. In tutto ad oggi si sono rilevati una decina di greggi (ma il numero e' destinato a raddoppiare presumibilmente) e circa 500 capi riconducibili al tipo cercato (probabilmente incrementabile del 20-30%)Sono probabilmente identificabili sottotipo tra cui quello Reggiano. Sono stati concentrati a Reggio animali di 5 linee diverse (le principali) e sono in acquisizione animali di altre 4-5 linee. Oltre che consolidare il rapporto di fiducia coi pastori, indispensabile per la ricerca in atto, si sono avviate collaborazioni con le Università di Parma (veterinaria), di Scienza delle produzioni animali di Reggio e di Bologna (veterinaria), nonchè ITAS Zanelli e RARE. Sono state tenuti informati assessorato prov. agricoltira (Bonacini), comunità montana (Giorgioni), assessorato reg. agricoltura (Barchi) APA (Ghizzoni). Sono in corso contatti col comune di Carpineti per comunicare in un seminario quanto emerso nella ricerca.Il tutto e' stato possibile a costo prossimo allo zero sfruttando la collaborazione durante le attivita' di servizio delle ADSPV regionali e di regioni limitrofe con Reggio Emilia che ha funzionato da catalizzatore. A Zeri sara' presente anche l'Assessore Nunzio Ferrari .Mi pare che questo sia , da parte dell'organismo politico, un palese segnale di interesse nei confronti dell'iniziativa . Il Convegno e' da ritenersi confermato cosi' come tutte le attivita' collaterali Cronostoria.....